Gli impianti di videosorveglianza sono diventati strumenti essenziali per garantire la sicurezza di spazi pubblici e privati. Oltre a fungere da deterrente contro attività criminali, le telecamere possono anche essere cruciali per le forze dell’ordine nella risoluzione di reati, accelerando le indagini.
Gli impianti di videosorveglianza sono diventati strumenti essenziali per garantire la sicurezza di spazi pubblici e privati. Oltre a fungere da deterrente contro attività criminali, le telecamere possono anche essere cruciali per le forze dell’ordine nella risoluzione di reati, accelerando le indagini.
Tuttavia, con l’aumento dell’uso delle telecamere di sicurezza, sorge una domanda importante: chi ha il diritto di visualizzare le immagini registrate?
Esiste una normativa specifica che regola la registrazione, l’archiviazione e l’accesso a queste immagini, con la possibilità di condividerle solo con le autorità competenti in determinate circostanze. Infatti, sebbene le telecamere siano un valido strumento di protezione, è fondamentale che vengano utilizzate nel rispetto della privacy delle persone.
Videosorveglianza e GDPR: cosa prevede la normativa
Quando si installa un sistema di videosorveglianza, è fondamentale rispettare quanto previsto dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Questo include l’obbligo di:
- segnalare chiaramente la presenza delle telecamere negli spazi sorvegliati tramite la c.d. “informativa breve” (cioè i cartelli di “area videosorvegliata”) e fornire, altresì, l’informativa estesa;
- posizionare i dispositivi in modo conforme alla normativa (evitando, ad esempio, aree pubbliche non pertinenti);
- gestire correttamente la conservazione delle immagini.
Le registrazioni video sono infatti considerate dati personali, poiché possono rendere identificabile una persona. Di conseguenza, il trattamento di tali dati deve essere giustificato da una finalità legittima, come la tutela della sicurezza.
Nel caso di impianti privati può accedere alle immagini solo il proprietario mentre, per aziende ed enti, solo i soggetti autorizzati adeguatamente nominati possono visionare le registrazioni, e solo ed esclusivamente per gli scopi specificamente previsti (es. protezione dei beni o delle persone).
Possono poi accedere anche altri soggetti autorizzati, come il personale di società di vigilanza, sempre ed esclusivamente nei limiti necessari per lo svolgimento delle loro mansioni e anch’essi devono essere formalmente incaricati.
Nei condomìni, la gestione delle registrazioni spetta di norma all’amministratore condominiale, il quale può visionare le immagini nel rispetto delle finalità stabilite dall’assemblea e dalla normativa vigente.
Se l’impianto viene installato da un’azienda con dipendenti è necessario inoltre richiedere l’autorizzazione preventiva all’installazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.
In ogni caso, le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie hanno il diritto di accedere alle registrazioni in caso di indagini, procedimenti penali o situazioni che minacciano la sicurezza pubblica.
Infine, le immagini registrate devono essere conservate per un periodo massimo di 24-48 ore, salvo esigenze particolari. Eventuali estensioni del periodo di conservazione possono essere autorizzate solo in casi eccezionali, previa adeguata Valutazione di impatto ex art. 35 GDPR.
I diritti dei soggetti ripresi dalle telecamere
Ogni individuo ripreso da un sistema di videosorveglianza ha specifici diritti riconosciuti dal GDPR, in quanto le immagini che lo ritraggono sono considerate dati personali.
Tra i principali diritti:
- Diritto di accesso: la persona può richiedere al titolare del trattamento (es. il proprietario dell’impianto o l’azienda responsabile) di accedere alle immagini in cui è riconoscibile, oppure ottenere una copia delle registrazioni che la riguardano.
- Diritto di opposizione: se la persona ritiene che la registrazione violi i propri diritti o non sia giustificata da motivi legittimi, può opporsi al trattamento delle immagini.
- Diritto alla cancellazione (o “diritto all’oblio”): si può richiedere la rimozione delle immagini, soprattutto se non sono più necessarie per gli scopi per cui sono state raccolte o se il trattamento è avvenuto in modo illecito.
Tutte le richieste devono essere valutate nel rispetto delle norme sulla privacy, tenendo conto anche degli eventuali limiti legati alla sicurezza, alla protezione di terzi o ad obblighi legali.
Hai dei dubbi o vorresti ricevere assistenza su impianti di videosorveglianza conformi alla normativa? Rivolgiti a General Sicurezza: la tua protezione è la nostra priorità.
